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Email Marketing Raggiungere e coinvolgere i tuoi destinatari

28 Dic 13
njl
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Raggiungere e coinvolgere i tuoi destinatari

L’email marketing offre alle aziende strumenti e tecniche per costruire una solida relazione digitale con i clienti, potenziali e acquisiti. Scegliere pratiche di email marketing basate sul permesso, pianificate e integrate nell’organizzazione permette di ottenere risultati tangibili e misurabili, non solo in base ai maggiori ricavi, ma anche su nuove linee di sviluppo del prodotto.

D – Qual è la frequenza d’invio migliore per evitare disiscrizioni? C’è un numero di email da inviare mensilmente per tenere “caldo” il cliente?

R – Non esiste una frequenza ideale che metta al riparo dal rischio disiscrizione. In generale, gli invii ravvicinati e poco personalizzati creano fastidio. Al contrario, invii troppo rarefatti, per esempio ogni due mesi, impediscono di costruire il ricordo, la relazione e quindi la fiducia verso il mittente. Se uso una piattaforma di invio è anche possibile impostare una regola per far sì che dopo l’iscrizione sia subito recapitata l’ultima newsletter, sfruttando al massimo il momento di maggior attenzione. La gestione degli inattivi è un tema “caldo” dell’email marketing. Ignorare i destinatari che non sono interessati alle nostre comunicazioni non solo non favorisce la nostra comunicazione, ma potrebbe addirittura danneggiarla. Gli invii a indirizzi inattivi, infatti, possono generare soft-bounce o errori che influiscono negativamente sulla nostra reputazione di mittenti e di conseguenza sulla possibilità che le email raggiungano gli altri utenti, quelli attivi e davvero interessati a ricevere i nostri messaggi.

D – Come si fa a differenziarsi fra le tante email che ogni giorno si ricevono?

R – Essere rilevanti non è un’opzione ma una necessità. Per catturare l’attenzione dei destinatari possiamo mettere in pratica alcuni suggerimenti. Profiliamo il database, per sapere chi sono i nostri destinatari e cosa desiderano leggere. Creiamo contenuti interessanti e personalizzati per ognuno di loro. Curiamo la frequenza di invio per non suscitare l’effetto fastidio anziché l’interesse in chi riceve le nostre comunicazioni. Infine, un occhio di riguardo al contenuto e all’aspetto visivo: newsletter con oggetti accattivanti e una grafica curata sono sicuramente aperte con maggiore frequenza.

D – Quali sono i giorni e le ore migliori per inviare newsletter? Forse la mattina?

R – Non esistono, in astratto, un giorno e un orario migliori per inviare newsletter e DEM. Ogni invio deve tenere conto dei destinatari (chi sono e quali abitudini hanno), della periodicità e della frequenza di invio, della tipologia di contenuto e dell’ obiettivo prefissato (per esempio l’acquisto o l’iscrizione a un evento). Se uso una piattaforma di invio professionale, le statistiche di apertura raccolte e aggregate su un periodo di circa 6 mesi sono un ottimo indicatore del giorno e dell’orario migliore per inviare nel mio specifico contesto.

D – Come faccio ad attirare l’attenzione di chi riceve le mie email?

R – Ogni sorpresa attira la nostra attenzione. Alla lunga ricevere sempre lo stesso oggetto a ogni newsletter mensile, senza differenziare il mittente se mando una promozione su un evento, oppure inviare sempre con lo stesso template e con la stessa grafica comunicazioni con obiettivi diversi, dopo un po’ non attirerà più l’attenzione! Fai saltare lo schema! La sorpresa è attivata quando i nostri schemi falliscono e ci prepara a capire il motivo del fallimento.

D – Nella newsletter che mando ai miei clienti quante notizie è meglio mettere?

R – Prima di leggere tutto quello che scrivi, i tuoi destinatari devono scoprire di aver bisogno di quello che scrivi. Se nella newsletter metti tutto quello che succede in azienda, è molto probabile che a un certo punto si chiedano: “Ma a me cosa interessa?”. Forse solo perché non ne conoscono il contesto o non gli hai detto che per loro è qualcosa di importante ma che ancora non sanno. Incuriosisci! La curiosità nasce sempre quando avvertiamo che qualcosa ci manca. Lo scopo di un messaggio email dev’essere quindi quello di raccogliere un clic da chi lo riceve perché vuole “colmare un vuoto”.

D – C’è uno schema da seguire quando creo un’email promozionale?

R – Una email promozionale o DEM dovrebbe sempre rispondere alle domande del destinatario, ovvero: chi sei? Cosa vuoi farmi fare? Perché dovrei farlo? Nel fare questo, deve vendere un clic, cioè spingere l’utente a compiere un’azione: iscriversi a una newsletter, approfondire tramite un link, approdare a landing page per scoprire di più su servizi, prodotti, iniziative. Un’email a regola d’arte dovrebbe accompagnare il destinatario verso l’azione desiderata attraverso dei progressivi e consequenziali passi logici, scanditi ogni volta da un micro sì.

D – Perché dovrei comprare un servizio di invio email quando già con il mio server riesco a spedire le newsletter?

R – Far partire milioni di email da un server è “facile”, più difficile è farle arrivare nella casella giusta, ovvero nella inbox e non nella cartella spam. Tra l’invio da parte del mittente e l’arrivo nella casella del destinatario ci sono fasi e attività fondamentali per la riuscita di una campagna di email marketing. Una piattaforma professionale assicura la gestione automatica degli errori e delle disiscrizioni, con effetti positivi sull’igiene delle liste e della reputazione, senza gravare sui sistemi interni. Un servizio di invio email offre modelli professionali, strumenti di rilevazione statistica e analisi dati.

D – Voglio promuovere il mio prodotto via email, avete consigli da darmi?

R – Se invii per promuovere un tuo prodotto, non mettere l’accento su tutte le caratteristiche: preoccupati prima di evidenziarne i vantaggi per chi lo deve comprare. Spesso siamo tanto attenti a comunicare la qualità del prodotto (“I nostri tappeti sono i migliori al mondo!”) da dimenticare di spiegare per quale ragione qualcuno dovrebbe acquistarlo. Tener presente l’interesse personale di chi ci legge è un primo passo e un primo buon consiglio. In altri termini: “La gente non compra punte da trapano da tre millimetri, compra buchi da tre millimetri per poter appendere le foto dei figli!”.

 D – Dalla mia email privata posso inviare email con il nome dell’azienda, senza dover imparare sistemi complicati?

R – Sì, se usi una piattaforma di invio professionale  hai a disposizione lo strumento esclusivo di invio “njl-a-molti” con il quale inviare email con il nome della tua azienda. Con un solo invio a un indirizzo speciale, puoi mandare un messaggio da qualsiasi strumento email ai destinatari presenti in una lista, proprio come se fosse inviato dalla piattaforma professionale ma con la libertà di poterlo fare senza accedervi. Diversamente dagli invii in copia nascosta, con njl-a-molti ogni destinatario riceve il messaggio come se fosse indirizzato unicamente a lui.

D – Ho da poco aperto un ecommerce: come mi aiuta l’email marketing?

R – L’email marketing può aiutarti nella promozione efficace del tuo ecommerce e nella gestione della relazione con il cliente. Con una piattaforma professionale , puoi inviare newsletter e DEM periodiche profilate sugli interessi dei tuoi clienti, impostare campagne automatiche di coinvolgimento basate sullo storico d’acquisto e recuperare i “carrelli abbandonati”, cioè i clienti che hanno interrotto il processo di acquisto.

D – Ho già un mio sistema per gestire anagrafiche e inviare newsletter, ma non lo uso per diversi problemi. Ci si può “agganciare”  solo per l’invio?

R – Agganciandoti  solo per la parte di invio, assicuri un elevato tasso di recapito ai tuoi messaggi e sfrutti tutte le funzioni della console per il tracciamento e la gestione degli errori.

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Statistiche Ogni traccia, un indizio

28 Dic 13
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 Ogni traccia, un indizio

Domande e Risposte

D – Quale dato è più importante da verificare nelle statistiche di un invio newsletter: lettori, clic o aperture?

R- L’email marketing permette di verificare con una certa precisione il risultato delle proprie attività. Non esiste un dato più importante di altri perché ciascuno misura un aspetto diverso. Inviata un’email puoi associare un’azione – apertura, clic – all’utente che l’ha compiuta. Le aperture possono essere di molto superiori ai lettori perché un singolo può aprire più volte il messaggio. Allo stesso modo, i clic misurano le conversioni (cioè le azioni compiute) che la nostra newsletter ha prodotto. Un tasso interessante per valutare la reattività degli utenti è offerto dal CTOR (click-to-open rate) che misura la percentuale di utenti che ha cliccato sul messaggio, rispetto a chi ha aperto l’email almeno una volta. Il CTOR si calcola suddividendo il numero di clic unici per il numero di aperture uniche. Tenendo conto che il CTOR rappresenta il rapporto di clic sulle aperture, una percentuale bassa può indicare: la presenza di contenuti ritenuti poco interessanti per i fruitori dell’email, un messaggio che si esaurisce senza la necessità di interazione da parte dell’utente o una scarsa profilazione dei destinatari. Altri dati sono comunque importanti, come il grado di inoltro o di condivisione sui social network.

D – Quali sono le percentuali considerate “buone” nella misurazione di una campagna email?

R – Non esistono percentuali assolute, perché gli indici solitamente usati per la misurazione vanno messi in relazione alla tipologia di messaggio inviato, al tipo di settore in cui opera il mittente e alla qualità delle liste a cui invio. Inoltre, altri fattori, come per esempio l’ottimizzazione dei contenuti per mobile, possono determinare risultati molto diversi

D – È possibile sapere quali azioni fanno i destinatari sull’email inviata?

R -I dati rilevabili dopo l’invio di un‘email e associabili all’azione di un singolo sono numerosi. Posso sapere quante volte il messaggio è stato aperto, quanti lettori unici ho avuto, cioè quanti destinatari hanno aperto almeno una volta il messaggio; ma anche quanti hanno inoltrato, cliccato o condiviso il messaggio sui social network, oppure non hanno gradito il messaggio tanto da averlo marcato come spam. Ma non solo: posso anche sapere quale device è stato utilizzato (un pc, un iPhone, un tablet android e così via) e rintracciarne la geo-localizzazione

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Email Marketing Aziende:Le ragioni della scelta

18 Mar 13
njl
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L’e-mail marketing piace alle aziende perché:

È meno costoso del marketing diretto.
Il ritorno d’investimento (ROI) è solitamente molto alto, se il lavoro viene fatto bene.
È istantaneo, soprattutto se comparato con la posta cartacea: una e-mail arriva in secondi o minuti.
Permette al pubblicitario di “spingere” il messaggio al pubblico, al contrario di un sito web che “aspetta” che i visitatori lo raggiungano.
È facile da tracciare. Un pubblicitario può tracciare gli utenti con i web bug, bounce message, disiscrizioni, conferme di ricezione, click-through, etc. Questi possono essere usati per tracciare i tassi di apertura delle e-mail, i riscontri positivi o negativi, le vendite derivate dal marketing.
I pubblicitari possono acquisire grandi numeri di iscritti che desiderano ricevere e-mail su argomenti di loro interesse
Oltre la metà degli utenti della Rete inviano o leggono messaggi di posta elettronica in una loro giornata tipo.
Consente di stabilire una relazione “uno a uno”, cioè di personalizzare il messaggio in base al destinatario che riceverà quella comunicazione specifica.
Permette di fare test per vedere quale tipo di messaggio produce migliori risultati in base al pubblico cui si rivolge.

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